Written by Aki59

Gioia e piacere

Gioia e piacere.

La gioia non annoia mai. Non potete saziarvi di troppa gioia. Ma se cercate il piacere, oltre un certo limite diventerà tedioso. Più la mente rincorre il piacere, più smarrisce la propria sensibilità e si grava delle esperienze e delle memorie dell’io. Il problema non è di rinunciare o di escludere il piacere e diventare degli asceti, ma di vivere in uno stato di vuoto e di semplicità in cui non ci sia accumulazione bensì un’esperienza di gioia ad ogni istante, senza l’affanno della ricerca.”

Alchimia Organica (R.P. Kaushik)

Fin da bambini (anzi, soprattutto da bambini), ci sentiamo ripetere: c’è tempo, hai tempo. Ogni cosa a suo tempo. C’è un tempo per ogni cosa. Il tempo guarisce le ferite, è il nostro grande guaritore. C’è un tempo in cui ogni uomo saprà e capirà tutto…

Il tempo passa, scorre veloce, scorre lento. Il tempo è il nostro grande assassino. Il tempo fa maturare e il tempo fa marcire, fa crescere e fa morire.

Qualche teoria suppone un tempo circolare, oppure lineare, ma comunque curvo se tendente all’infinito. La parola “universo” (con un solo verso) sembra contenere di per sé una curva, come se la retta non potesse sostenersi all’infinito: se potessimo vedere veramente lontano e scoccassimo una freccia con un arco capace, dovremmo riuscire a vedere la freccia infilarsi, prima o poi, nelle nostre spalle.

Eternizzando il tempo cioè, è come se il ladro fosse il carceriere di sé stesso, il musicista si condannasse al silenzio, lo scienziato non comprendesse più alcunché, il mercante si vendesse a sé stesso, operaio e padrone si fondessero, il malato fosse il suo dottore e viceversa. E ognuno di noi fosse il padre e anche la madre, e anche il figlio di se stesso.

Inutile continuare con vacui esempi. Non è così. Il nostro unico tempo è adesso, qui. Non ne possiamo sperimentare la curvatura infinita, non possiamo neanche minimamente immaginarla.

Il passato non è altro che un ricordo, il più delle volte (se non sempre) così soggettivo da non avere alcun riscontro, e il futuro è solo una congettura, una piccola ipotesi che non possiamo in alcun modo assicurare.

Tanti hanno raccontato che la vita è un sogno, che la vita è breve e che pertanto merita di essere vissuta, sogno o non sogno che sia, se non altro per le tante piacevolezze che ci dona, effimere sì, ma tanto dolci. Si, la vita è un breve dolce sogno.

Scorre un velluto blu. La realtà non è quella che si mostra continuamente sotto i nostri occhi, coglierne la bellezza è la sola meditazione. Una gatta nera con la punta delle zampe bianca si accovaccia nel suo oriente. Il ventre parla. La memoria ascolta. Il corpo elabora. Il verso esprime.

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